L’emergenza legata alla diffusione del Covid-19 e le modalità con cui avviene il contagio, hanno posto degli interrogativi anche sul ruolo degli impianti di ventilazione presenti negli ambienti di lavoro, negli ospedali e nelle case private.
Ci si chiede cioè se i climatizzatori e gli impianti di aerazione possano giocare un qualche ruolo nella propagazione del virus. Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza.
Il Covid-19 si propaga per via aerea?
Chiariamo innanzitutto, per quello che sappiamo ad oggi sul virus, che la trasmissione avviene prevalentemente attraverso le goccioline (droplet in termini scientifici) veicolate e diffuse nell’ambiente dalla persona infetta, mentre parla, tossisce o starnutisce.
Queste goccioline rimangono sospese nell’aria per poco tempo e sono in grado di percorrere una distanza breve. Non è da escludere la trasmissione indiretta attraverso il contatto con superfici e oggetti contaminati dal virus.
Non ci sono invece sufficienti evidenze scientifiche sulla propagazione del Covid-19 a raggio più lungo per via aerea, ovvero il passaggio da un soggetto ad un altro attraverso aerosol.
Si ritiene tuttavia che una corretta e costante ventilazione dei locali chiusi, in particolar modo quelli frequentati da lavoratori o dal pubblico e nelle strutture ospedaliere, possa evitare la concentrazione di goccioline cariche di agenti patogeni trasportati per via aerea e dunque ridurre il rischio di contagio.
Indicazioni per la manutenzione dei condizionatori e degli impianti di ventilazione
L’Istituto Superiore di Sanità il 12 marzo ha diffuso alcune semplici indicazioni sul ricambio d’aria nei luoghi chiusi e sulla manutenzione degli impianti di ventilazione. In particolare, nel documento viene consigliato di:
- Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico 75%.
- Nei luoghi in cui sono presenti impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC), questi devono essere tenuti accesi e in buono stato di funzionamento.
- Tenere sotto controllo i parametri microclimatici (es. temperatura, umidità relativa, CO2).
- Negli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) eliminare totalmente il ricircolo dell’aria.
- Pulire regolarmente i filtri e acquisire informazioni sul tipo di pacco filtrante installato sull’impianto di condizionamento ed eventualmente sostituirlo con un pacco filtrante più efficiente.
A tal riguardo, nei giorni successivi anche AiCARR l’ Associazione italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione è intervenuta con una serie di indicazioni sulla corretta gestione degli impianti di ventilazione e climatizzazione esistenti.
In particolare, AiCARR suggerisce, per gli ambienti di lavoro, di tenere gli impianti di ventilazione sempre accesi (24 ore su 24, 7 giorni su 7) e di farli funzionare alla velocità nominale o massima consentita dall’impianto per rimuovere le particelle sospese nell’aria (l’aerosol) e contenere la deposizione sulle superfici.
La ventilazione meccanica e la filtrazione dell’aria possono avvenire tramite impianti dedicati (di sola ventilazione), o tramite impianti di climatizzazione (impianti misti ad aria primaria e impianti a tutt’aria); la diluizione con aria esterna e i filtri ad elevata efficienza riducono la presenza di particolato e di bio-aerosol contribuendo in tal modo alla riduzione dei rischi di contagio.
AiCARR consiglia inoltre di valutare l’opportunità di chiudere le vie di ricircolo e di evitare che l’aria immessa sia contaminata da quella estratta o espulsa dagli ambienti.
Sull’igienizzazione straordinaria degli impianti e dei canali aeraulici, infine, l’associazione non ritiene sia indispensabile. Qualora però si scelga di effettuarla, consiglia vivamente di affidarsi a personale qualificato che mette in atto procedure ben definite e controllate, dotato di idonei Dispositivi di Protezione Individuali.